RUSSIA CONTRO UCRAINA: LA PRIMA GUERRA SOCIAL

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LA SITUAZIONE

Il conflitto tra Russia e Ucraina in piena era digitale può essere definito come la “Prima Guerra Social ”.
Immagini, video e reportage che arrivano dalle zone di scontro invadono ormai quotidianamente tutte le piattaforme SOCIAL.
Da Facebook a Instagram, passando per TikTok e Snapchat per finire sui canali Telegram è tutto un susseguirsi di bollettini di guerra in tempo reale, colloqui e dirette dei bombardamenti, agguati e dirette degli esponenti dei due paesi.

Se da un lato i SOCIAL hanno rotto quella catena di notizie ed informazioni strettamente governative con la nascita e l’affermarsi sempre con più forza di nuove fonti giornalistiche indipendenti, dall’altro tutto questo sovraccarico di informazioni può e sta diventando sempre più un problema visto che non sempre si riesce a controllare le stesse notizie in maniera accurata e risalire per questo alle relative fonti.

PIATTAFORME E ALGORITMI

Tutto questo senza avere un vero e proprio aiuto dagli algoritmi delle stesse piattaforme SOCIAL che non considerano la reale rilevanza dei contenuti, ma basa tutto sulla percezione che hanno gli utenti rispetto a quello che realmente sta accadendo.
La lotta alla disinformazione e alle fake-news da parte delle stesse piattaforme è iniziato da tempo ma con scarsissimi risultati.
La maggior parte degli utenti ha difficoltà oggettive nel recepire e comprendere notizie false da eventi realmente accaduti e controllare tutti i contenuti in maniera accurata è praticamente impossibile.

La situazione SOCIAL nelle due Nazioni è praticamente diversa.
Da lunedì scorso Mosca ha bloccato definitivamente Facebook e Instagram per aver promosso post che invitavano alla violenza contro esercito e polizia russa.
Nulla però è accaduto a WhatsApp in quanto è considerato un metodo di comunicazione e non un modo per pubblicare informazioni.
Sul fronte Ucraino invece i soldati usano costantemente Instagram, TikTok e Twitter per raccontare le loro storie sul campo di battaglia, mostrando video di combattimenti e soldati russi fatti prigionieri.

RIFLESSIONE PERSONALE

Tramite i SOCIAL c’è un vivere e recepire il conflitto in maniera totalmente diversa, più diretto, oserei dire in prima persona.
La guerra vista, riprodotta e montata tramite gli strumenti SOCIAL non rende l’idea come la racconterebbe un cronista, ma la fa vivere ad ogni singolo utente in maniera diretta.

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